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Nasce (( freewifi@verona ))

La città di Verona è sempre più smart. Dopo il lancio da parte del Gruppo Agsm nello scorso dicembre del progetto “Verona Smart City”, arriva il primo traguardo, annunciato nelle ultime settimane del 2016.

Nei prossimi giorni si concluderà infatti la trasformazione della rete wifi Guglielmo e della rete freewifi@AGSM. Entrambe diventeranno (( freewifi@verona )) una rete wifi unica, gratuita, illimitata e ad altissima velocità (500 Mb/s) utilizzabile da tutti scaricando l’App Verona SmartApp tramite gli store Apple e Android.

Cosa significa? Significa che i 145 hotspot di Guglielmo presenti a Verona e i 35 hotspot della rete freewifi@AGSM tra pochi giorni saranno tutti (( freewifi@verona )).

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E nelle prossime settimane verranno aggiunti anche i punti presenti nelle sedi universitarie, attualmente 450, che raddoppieranno a fine 2017 fino a toccare quota 900. Ma cosa cambia per gli attuali utenti Guglielmo? Pochissimo. Ora per accedere al servizio sarà sufficiente collegarsi con il proprio smartphone alla rete (( freewifi@verona )). All’apertura della pagina web basterà scaricare l’App Verona SmartApp attraverso la quale potranno avvalersi di una autenticazione semplificata tramite i canali social più comuni oppure continuando ad utilizzare le modalità di autenticazione impiegate fino ad ora: user name e password rilasciate dal Comune, SMS o tramite sistema SPiD.

“Questo è solo il primo passo per la realizzazione di una vera e propria città smart”, spiega Fabio Venturi, presidente di Agsm. E continua: “Con l’unificazione delle due reti semplifichiamo la vita ai nostri cittadini che ora possono trovare e accedere al freewifi@verona anche nei quartieri dove prima arrivava solo la rete Guglielmo. E questo è solo l’inizio perché nelle prossime settimane presenteremo anche i nuovi contenuti della App”.

“Sono molto orgoglioso di questo prestigioso traguardo”, commenta Vittorio di Dio, consigliere delegato allo sviluppo del wifi, e continua: “Nei prossimi giorni gli utenti Guglielmo verranno avvisati tramite la pagina di login dell’imminente migrazione del servizio. Per loro cambia poco, anzi, offriremo qualcosa in più perché la nuova rete wifi è stata potenziata e la velocità di navigazione sarà di gran lunga superiore a quella fino ad oggi utilizzata”.

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Anche il WIFI produce energia

Energia dal vento, dal sole, dalle maree, dal calore della terra. E da oggi anche dal WIFI. Si chiama “Power Over Wi-Fi” ed è una nuova tecnologia che consente di estrarre energia dai segnali emessi dal WIFI. L’hanno scoperto i ricercatori della  University of Washington che hanno messo a punto un nuovo modo di estrarre energia direttamente dai segnali emessi dal router Wi-Fi, il dispositivo comunemente usato per connettersi a internet, presente in quasi tutte le abitazioni e gli uffici. Il sistema è stato recentemente incluso tra le tecnologie più innovative del 2015, stilato come ogni anno dalla rivista statunitense Popular Science.

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I dettagli del suo funzionamento, già pubblicati dalla University of Washington, sono stati di recente presentati alla conferenza CoNext 2015 a Heidelberg, in Germania.

“Abbiamo mostrato”, spiegano gli autori dello studio, “che si possono usare i dispositivi Wi-Fi per raccogliere energia e alimentare sensori di temperatura, telecamere miniaturizzate e altri gadget. Il nostro sistema funziona contemporaneamente da router Wi-Fi e sorgente di alimentazione, senza degradare la qualità del segnale wireless”. L’idea alla base della tecnologia è quella di “recuperare” i pacchetti di energia emessi dai router Wi-Fi: il problema, però, è che il router invia questi segnali con intermittenza, il che, almeno finora, rendeva difficile accumulare abbastanza potenza per alimentare altri dispositivi. Per superare questa limitazione, l’équipe della University of Washington ha messo a punto un router in grado di inviare segnali “superflui” su canali Wi-Fi inutilizzati, senza compromettere qualità e velocità di trasmissione dei dati, e dotati di microscopici sensori per immagazzinare l’energia emessa. In questo modo, gli scienziati sono riusciti ad alimentare, in modalità wireless (cioè senza necessità di cavi), una piccola telecamera posta a cinque metri di distanza dal router, fornendo abbastanza energia da scattare una fotografia ogni mezz’ora. Inoltre, il sistema è riuscito a ricaricare le batterie (dallo 0% al 41% di carica in meno di due ore e mezza) di un braccialetto elettronico, usato per monitorare e tracciare l’attività fisica di chi lo indossa. Secondo i suoi inventori, Power Over Wi-Fi potrebbe rivelarsi particolarmente utile per alimentare il cosiddetto “internet delle cose”, l’architettura che interconnette oggetti di uso quotidiano come elettrodomestici, automobili e sistemi di illuminazione. “Sebbene al momento il dispositivo consenta di accumulare energie relativamente piccole”, conclude Shyam Gollakota, un altro degli scienziati che ha lavorato al progetto, “siamo convinti che in futuro lo si potrà rendere ancora più efficiente, il che consentirà di alimentare un numero più alto di dispositivi, su distanze ancora maggiori”.