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Giro del mondo ad energia solare

Il giro del mondo con solo energia solare. L’aereo Solar Impulse ce l’ha fatta. Atterrando ad Abu Dhabi, è diventato il primo velivolo alimentato con i raggi solari a volare attorno al mondo. Pilotato dai suoi ideatori Bertrand Piccard e Andre Borschberg, Solar Impulse è decollato il 9 marzo dell’anno scorso da Abu Dhabi, con lo scopo di mostrare gli sviluppi della tecnologia pulita che ci consentono di salvare il nostro pianeta dai cambiamenti climatici.

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Infatti questo aereo, che non pesa più di un’auto ma ha l’apertura alare di un Boeing 747, è completamente alimentato da 17.000 cellule solari che producono l’energia con cui funziona il suo motore elettrico. “Forse un giorno”, ha dichiarato Piccard mentre volava sopra l’Atlantico, “avremo aerei solari in grado di trasportare i passeggeri, ma lo scopo della nostra impresa non è questo. Noi vogliamo mostrare a tutti che esiste la tecnologia per far funzionare il nostro mondo con l’energia pulita e quindi fermare il riscaldamento globale”.  Per riuscire in questa avventura, Piccard e Borschberg si sono alternati alla guida, dormendo solo a brevi intervalli di 20 minuti, mangiando quello che potevano in cabina e sopportando interne giornate di solitudine, come durante la tappa da Nagoya alle Hawaii, che è durata 118 ore e ha stabilito il nuovo record per il più lungo volo ininterrotto in solitaria. L’impresa si è conclusa con l’atterraggio ad Abu Dhabi, ma in realtà è solo all’inizio: ora si tratta di raccogliere i suoi frutti.

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Volare grazie all’energia solare

Volare con la sola energia dei raggi solari? Si può. L’aereo solare Solar Impulse 2  sta tentando l’impresa di fare il giro del mondo sfruttando solamente la forza del sole. Per ora la missione sembra procedere a gonfie vele. Il veivolo ha completato la traversata dell’oceano Pacifico toccando terra al Moffat Airfield a Mountain View, presso San Francisco, alle 8,45 (ora italiana) del 24 aprile. L’aereo era decollato 62 ore prima dall’aeroporto di Kalaeloa, nelle Hawaii, dove si era fermato 9 mesi (293 giorni) dopo aver avuto alcuni

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problemi al sistema di batterie nel corso del tentativo di giro del mondo iniziato nel marzo 2015 da Abu Dhabi. L’aereo è equipaggiato da 17 mila celle solari e un sistema di batterie che gli permette di volare anche di notte grazie alle quali ha coperto i 3.760 chilometri di volo dalle Hawaii. Il velivolo ha un’apertura alare di oltre 63 metri, paragonabile a quella di un Boeing 747. “La maggiore difficoltà è il riposo”, ha spiegato il pilota, lo svizzero Bertrand Piccard, che non ha potuto dormire per più di 20 minuti consecutivamente durante la traversata del Pacifico. Ora il comando passerà ad André Borschberg per la traversata degli Stati Uniti. Il Solar Impulse 2 dovrebbe infatti atterrare a New York non lontano dalla Statua della libertà. L’aereo era stato danneggiato durante la traversata dal Giappone alle Hawaii, quando era rimasto in volo 5 notti e 5 giorni. Già in precedenza il Solar Impulse 2 aveva dovuto tornare indietro per il maltempo. Era decollato dall’aeroporto di Nanchino (Cina) in direzione Hawaii: un percorso di 8.175 chilometri che – secondo le previsioni – sarebbe stato coperto in 120-130 ore di volo senza scalo, ma sul Giappone aveva dovuto rinunciare e atterrare. Poi aveva ripreso la rotta verso le isole del Pacifico, ma qui si è dovuto fermare 9 mesi per problemi alle batterie. Prima dell’ultimo balzo verso la California. Il Solar Impulse 2 è stato costruito dal Politecnico di Losanna. Pesa 2.300 chili ed è lungo 22,4 metri. Vola a una velocità media di 70 km orari e può arrivare a un’altitudine di 8.500 metri. La cabina di pilotaggio è grande 3,8 metri quadrati ed è monoposto. Non ha né l’aria condizionata né l’impianto di riscaldamento. L’impresa del Solar Impulse 2 ha anche lo scopo di sensibilizzare i governi sul problema del cambiamento climatico e sulle energie alternative. “Vogliamo dimostrare come sia possibile sostituire tecnologie vecchie e inquinanti con altre pulite, risparmiando energia e riducendo le emissioni di anidride carbonica”, ha detto Piccard, che nel 1999 aveva compiuto il giro del mondo in pallone con il Breitling Orbiter-3 in 19 giorni e 21 ore, senza mai fermarsi.