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Agsm Energia acquisisce Aet Italia

Agsm Energia, società commerciale del Gruppo Agsm, ha concluso un’importante operazione di crescita acquisendo il ramo commerciale di AET Italia (Azienda Elettrica Ticinese Italia), società commerciale con sede a Milano, controllata dal gruppo svizzero a capitale pubblico AET, che vende energia elettrica alle realtà industriali più attive sul mercato italiano.

L’accordo è stato sottoscritto la scorsa settimana dai vertici delle due società: per Agsm Energia dal presidente Giuseppe Stoppato che unitamente al direttore Floriano Ceschi ha portato avanti l’operazione. Per AET Italia l’accordo è stato siglato dal presidente Giorgio Tognola e dall’amministratore delegato Rocco Barzaghini.

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L’operazione consente ad Agsm Energia di migliorare il proprio posizionamento sul mercato nazionale dell’energia e sviluppare ulteriormente la capacità commerciale della società così da incrementare il volume di affari e raggiungere nuovi segmenti di mercato grazie agli oltre 20.000 nuovi punti di fornitura acquisiti.

“Siamo molto orgogliosi di aver concluso questa importante operazione”, commenta Giuseppe Stoppato, presidente di Agsm Energia. E continua: “Abbiamo acquisito una rete di vendita avviata e consolidata ed un pacchetto di clienti che va ad integrarsi con il nostro consentendoci di aumentare volumi, fatturato e margini e allargare la nostra presenza in zone attualmente non presidiate da Agsm Energia”.

“Con questa operazione”, spiega Floriano Ceschi, direttore di AGSM Energia, “potremo sviluppare ulteriormente il business della nostra società che potrà proporre, tramite la rete commerciale di AET, il nostro portafoglio prodotti acquisendo nuovi clienti e completando la gamma di servizi a favore dei clienti AET con il gas e con le forniture alla clientela domestica“.

La capogruppo di AET Italia (Azienda Elettrica Ticinese Svizzera), è una società a capitale pubblico creata nel 1958 dal Canton Ticino allo scopo di produrre e commercializzare energia elettrica. Oggi AET valorizza le risorse rinnovabili del Ticino sfruttando per conto del Cantone oltre un terzo della produzione idrica del territorio cantonale e vendendo l’energia all’ingrosso ai distributori. In più di 50 anni di attività, AET è diventata il punto di riferimento cantonale per quanto concerne la produzione, il trasporto e il commercio dell’energia elettrica. Oggi l’Azienda può contare sulla produzione derivante da sei impianti idroelettrici propri, numerosi impianti fotovoltaici e da partecipazioni in Svizzera e all’estero. Il suo trading è attivo sui mercati energetici di Svizzera, Italia, Francia, Germania e Austria.

Agsm Energia commercializza energia elettrica su tutto il territorio nazionale con 350.000 punti di fornitura presenti su 5.000 Comuni Italiani per un valore della produzione di 611 milioni di euro.

Canone

Canone Rai nella bolletta elettrica

L’ha annunciato ieri il premier Matteo Renzi. Molto probabilmente dal prossimo anno il Canone Rai sarà inserito nella bolletta elettrica. Premiato quindi chi lo paga regolarmente, perchè scenderà dagli attuali 113 euro ai futuri 100 euro. Messi in riga i furbetti che, trovandoselo tra le voci della bolletta, non potranno fuggire il pagamento. Ma si solleva già il coro di no. “Il canone Rai nella bolletta elettrica è una operazione impossibile. Non tutti i possessori di un televisore sono possessori di un contratto elettrico e non tutti i possessori di un contratto elettrico sono possessori di un televisore. Sbagliato riversare sui produttori di energia elettrica il compito di recuperare il canone per la Rai, perché non ci compete”, ha detto il presidente di Assoelettrica, Chicco Testa.  L’opzione bolletta consentirebbe di ridurre notevolmente, quasi azzerare, l’evasione (vicina al 30%) che ammonta al circa 500 milioni di euro e che quest’anno potrebbe salire – secondo le previsioni di viale Mazzini – a 600 milioni. Fra le ipotesi una progressività del canone, legata all’Isee o al tipo di abitazione. Si esamina anche un’esenzione per le fasce più basse. La tassa non sarebbe legata al possesso del televisore, ma a quello dei vari device (smartphone, tablet e pc), con cui si può vedere la Rai.

Canone

Luce gas

Crescono le tariffe di luce e gas? Non per i clienti di Agsm Energia!

Arrivano dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico le nuove tariffe per l’energia elettrica e il gas dell’ultimo trimestre del 2015. E, dopo nove mesi di ribassi, le tariffe per l’ultimo periodo dell’anno sono in aumento: +3,4 per cento per l’energia elettrica e +2,4 per cento per il gas metano.  Nonostante gli aumenti, la famiglia tipo (cioè quella famiglia che ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW e per il gas il consumo è di 1.400 metri cubi annui) risparmierà quest’anno complessivamente più di 60 euro rispetto all’intero 2014.

Luce gas

Ma gli aumenti non toccano minimamente i clienti di Agsm Energia che hanno aderito alle offerte sul libero mercato. 
Il rincaro dell’ultimo trimestre infatti non verrà applicato e non riguarda chi ha aderito alle offerte a prezzo fisso di Agsm Energia ed è molto attenuato per chi ha aderito alle offerte scontate sulle condizioni dell’Aeegsi. Chi ha stipulato un’offerta legata al prezzo della borsa elettrica nazionale poi ha ulteriori vantaggi, tutti da scoprire. Sul sito di Agsm Energia, suddivise per fasce di clientela (famiglia, impresa, condominio) tutti i dettagli delle offerte per i clienti.

Leggi il comunicato dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico sugli aumenti.

Fotovoltaico

Diventa produttore di energia pulita con noi!

Vuoi installare sul tuo tetto un impianto fotovoltaico? Chiedi a noi! Nasce agsmsole, la nuova proposta del Gruppo Agsm di installare impianti fotovoltaici, rivolta inizialmente ai clienti domestici. Grazie all’esperienza secolare nel campo della progettazione e realizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, Agsm si propone alle famiglie che vogliono investire nell’autoproduzione di energia fotovoltaica. L’idea nasce da un’attenta osservazione della situazione attuale del mercato per il fotovoltaico domestico caratterizzato dalla presenza di una moltitudine di operatori di piccole e medie dimensioni.

Fotovoltaico

“Questo contesto”, spiega Paolo Paternoster, presidente di Agsm, “presenta due criticità principali per il consumatore interessato all’installazione: le piccole realtà non sempre possono garantire la loro presenza per tutta la vita dell’impianto ponendo il cliente nel rischio di non poter ricevere adeguata assistenza tecnica ma c’è anche il rischio della mancanza di esperienza professionale di alto livello nella selezione di prodotti di qualità e di ultima generazione”.

“Agsm propone un impianto chiavi in mano da 3kW a partire da 7.000 euro, iva compresa”, commenta Giampietro Cigolini, direttore generale di Agsm. “Cosa significa chiavi in mano? Che noi forniremo a chi aderirà alla nostra offerta i moduli fotovoltaici, la struttura di supporto, l’inverter, l’impianto elettrico di collegamento e le opere accessorie, la progettazione preliminare e esecutiva, le pratiche autorizzative e di connessione, il trasporto e l’installazione, la direzione dei lavori e il collaudo finale, il piano di rientro economico, l’assistenza di base e le garanzie post-vendita e il sistema di monitoraggio”.

“Oggi Agsm fa un passo importantissimo: non progetta più solo per se stessa ma anche per i cittadini, facendosi carico della diffusione delle rinnovabili a 360 gradi”, sottolinea Marco Giusti, direttore progettazione e sviluppo rinnovabili.

“Agsm mette a disposizione il proprio know how”, precisa Enrico Cavattoni, responsabile fotovoltaico Agsm, ”attraverso la progettazione e coordinamento del progetto da parte di personale altamente qualificato nell’ambito del fotovoltaico. La nostra offerta prevede un’analisi personalizzata dei consumi e una simulazione puntuale sul tempo del rientro dell’investimento economico”.

 

Sfoglia qui la presentazione

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A febbraio crescono i consumi di energia elettrica

I consumi elettrici in Italia tornano a crescere. Secondo quanto rilevato da Terna, dopo quattro mesi con segno negativo, nel mese di febbraio 2015 l’energia elettrica richiesta, pari a 25,2 miliardi di kWh, ha fatto registrare un incremento dello 0,7% rispetto a febbraio dello scorso anno.
In termini generali era dall’estate del 2012 che non si registrava un incremento dei consumi mensili di energia elettrica rispetto all’anno precedente, fatta eccezione per il mese di settembre 2014, dove si è visto un lieve incremento (+0,4%) rispetto a un dato di settembre particolarmente basso nel 2013 (-2,6%) e nei 2012 (-8,3%). Depurata dall’effetto della temperatura, la variazione della domanda di energia elettrica di febbraio 2015 diventa -0,7%. A parità di giorni lavorativi (20), rispetto allo stesso mese del 2014 si è infatti avuta una temperatura media mensile inferiore di circa due gradi e mezzo. I 25,2 miliardi di kWh richiesti nel mese di febbraio 2015 sono distribuiti per il 46,1% al Nord, per il 29,8% al Centro e per il 24,1% al Sud. A livello territoriale, la domanda di energia elettrica nel mese di febbraio 2015 è risultata negativa al Nord (-0,9%) e positiva al Centro (+1,5%) e al Sud (+3,6%).

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petrolio

Risparmio per le famiglie grazie al crollo del prezzo del petrolio

La diminuzione del prezzo del petrolio, passato dai 108 dollari medi a barile dei primi mesi del 2014 agli attuali 45, farà risparmiare nelle bollette elettriche italiane ben 24 miliardi di euro all’anno (alla quale va aggiunta la diminuzione della bolletta per il gas importato). Stringendo il focus sulle sole famiglie, il bonus petrolifero di cui queste ultime godranno sarà di 10 miliardi all’anno. Lo studio, condotto dal Centro Studi di Confindustria (Csc), ha calcolato anche che il beneficio dovuto al crollo del prezzo del greggio per l’insieme dei Paesi importatori si attesta a 2114 miliardi di dollari annui. Soffermandosi sui risparmi per le famiglie, sempre secondo il Csc, questa diminuzione del costo del petrolio favorisce la ripresa dei consumi e quindi il rilancio dell’economia perchè la propensione al risparmio sarà minore.

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Skala

Etichetta energetica per elettrodomestici on-line

Dal 1° gennaio 2015 le nuove misure sull’efficienza energetica introdotte dalla Commissione europea ci aiuteranno a risparmiare mentre cuciniamo, prepariamo il caffè, navighiamo in internet. Inoltre è entrato in vigore l’obbligo di esporre l’etichetta energetica anche nelle vendite online di televisori, frigoriferi, forni, aspirapolveri e tutti gli altri prodotti che ne sono provvisti nei negozi fisici. Così, anche su internet, i consumatori potranno comprendere facilmente quali siano i prodotti che “divorano” meno energia.

Secondo i calcoli del network delle associazioni dell’Eeb (European environmental bureau), di cui fa parte anche l’italiana Legambiente, i nuovi standard energetici sullo stand by di tutti gli apparecchi connessi in rete e delle macchine per il caffè faranno infatti risparmiare l’equivalente dell’energia consumata da 11 milioni di case. Grazie all’insieme di queste nuove regole una famiglia europea media pagherà circa 45 euro all’anno in meno sulla bolletta elettrica. E più in generale i consumatori che compreranno prodotti particolarmente efficienti potranno risparmiare fino a 465 euro all’anno da qui al 2020. I produttori e rivenditori che non rispetteranno le nuove norme potranno incorrere in sanzioni.
Etichette energetiche per le vendite online. Fino al 2014 i negozi online avevano l’onere di indicare la classe di appartenenza del prodotto (ad esempio classe A) ma non quello di segnalare anche tutte le altre classi della scala (A+, A++, B, ecc.), rendendo difficile compararne l’efficienza. Ora sarà più semplice, perchè anche i venditori online dovranno esporre le etichette energetiche complete. Dal 26 ottobre 2015 la misura sarà applicabile anche agli scaldabagni e apparecchi per il riscaldamento (ad esempio pompe di calore o caldaie a gas).
Etichetta energetica per forni a gas. Anche i nuovi forni a gas e le cappe avranno una loro etichetta energetica. Fino a oggi solo i forni elettrici ce l’avevano. Viene così eliminata la disparità di trattamento tra i due tipi di forno. Inoltre a queste due etichette energetiche si affiancheranno nuovi e più stringenti standard per forni, fornelli e cappe aspiranti (direttiva Ecodesign) che entreranno in vigore a partire dal 26 febbraio 2015, sempre per i nuovi prodotti immessi sul mercato.
Stand-by automatico per gli apparecchi in rete e le macchine da caffè. Tutti i prodotti connessi alla rete (come modem, router, decoder, stampanti, web televisori, ecc) e le nuove macchine da caffè in commercio dovranno avere una funzione attivabile che mette automaticamente il prodotto in funzione basso consumo quando non è in uso in maniera attiva o dopo un certo periodo nel caso delle macchine da caffè.
Tipicamente, i prodotti in rete venduti fino alla fine del 2014 rimangono sempre in modalità acceso o quiescente (idle), il che significa che consumano inutilmente da 25 a 100 watt all’ora. In totale il consumo elettrico di questi apparecchi in Europa quando non sono in uso è di circa 90 TWh (Terawattora) all’anno, pari al consumo elettrico di 24 milioni di famiglie europee. I consumi sono ora ridotti ad un range che varia da 12 a 6 Watt (dal 2015) che diventerà 8/3 Watt a partire dal 2017. Questo si stima porterà ad una riduzione di consumi di 36 TWh pari al consumo di 10 milioni di famiglie.

I benefici per i consumatori. Come già accennato i risparmi per i consumatori saranno notevoli. La pubblicazione delle etichette online significa che ora si potranno comparare i prodotti tra di loro come già nei negozi fisici. Un forno a gas efficiente (ad esempio classe A+) farà risparmiare tipicamente al proprietario circa 180 euro nel suo ciclo di vita, comparato con un forno di classe inferiore (ad esempio D). Accade cioè quello che succede con i forni elettrici, dove un apparecchio di classe A+ rispetto ad uno di classe D mediamente fa risparmiare 230 euro durante il ciclo di vita del prodotto.

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Inoltre le nuove regole per lo stand-by per gli apparecchi connessi permetteranno un risparmio medio per ogni famiglia di circa 40 euro senza intaccare minimamente le performance dei prodotti.
Benefici per produttori e distributori. Le misure introdotte dalla Commissione Europea sono state fortemente incoraggiate dalle aziende produttrici e dai distributori, dalle rappresentanze degli stati membri, dai consumatori e dagli ambientalisti. Assieme alle altre misure del comparto Ecodesign, la direttiva che si occupa degli standard energetici che devono rispettare gli elettrodomestici, sono state viste come azioni strategiche per la difesa della competitività delle aziende europee.

Nell’Ue, infatti, più dell’85% dei consumatori usa le etichette energetiche per fare acquisti. Questo si traduce in circa 55 miliardi di euro di fatturato in più per le aziende europee. Oltre a ciò le misure Ecodesign contribuiscono a ridurre le spese e a migliorare la competitività, perché creano regole condivise a livello europeo evitando i costi che sarebbero necessari per adeguarsi a 28 diversi standard nazionali.

La posizione dell’Italia. “Senza rischio di messa al bando per i tostapane a due feritoie, com’è stato recentemente paventato in rete, nel corso 2015 sarà messa a punto la nuova etichetta energetica europea – spiega Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente – che sarà votata dall’Europarlamento la prossima estate. Purtroppo in questa partita sull’efficienza energetica l’Italia non sta giocando un ruolo di avanguardia. E la stessa Commissione europea guidata da Jean Claude Juncker sembra intenzionata a retrocedere. Invece è importante portare avanti queste normative, perché non costano nulla agli Stati membri e in più fanno risparmiare energia e soldi ai consumatori dell’Unione. L’Italia, che è il secondo paese europeo per produzione di elettrodomestici dopo le Germania, deve battersi in prima linea per l’ecosostenibilità dei suoi prodotti. Solo tutelando le aziende qualificate si può reggere la concorrenza sul mercato”.

Benefici per l’ambiente. A partire dal 2020 le tre nuove misure relative agli stand-by e all’etichetta energetica per cappe e forni a gas ridurranno le emissioni europee di 15 MT (Megatonnellate) di CO2. Si tratta dell’equivalente delle emissioni della città di Bucarest.
Tutte le misure di efficienza relative agli stand-by combinate abbasseranno il consumo elettrico annuale europeo di 75 TWh. Questo significa la diminuzione di 28 MT di CO2, pari alle emissioni di 1,5 milioni di famiglie.  L’insieme delle misure della direttiva Ecodesign ed Etichetta Energetica combinate porterà un risparmio di energia primaria pari a 166 MTE (tonnellate equivalenti di petrolio), pari al fabbisogno energetico primario dell’Italia, ovvero al consumo di circa 60 milioni di famiglie.

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Boom di energie rinnovabili nel 2014

Il 2014 è stato l’anno della produzione di energia pulita. A renderlo noto nei giorni scorsi Terna (Gestore della rete di trasmissione nazionale) che, oltre a confermare una flessione del consumo elettrico (-2,1% rispetto il 2013) ha spiegato come le green energy nostre fossero state in grado di soddisfare il 38,9% della domanda elettrica e ben il 44,9% della produzione netta nazionale. Ma non è tutto. Sempre nel 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85,9% (ben 267 TWh) con produzione nazionale e per la quota restante (14,1%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Di questa quota, in diminuzione del 4% rispetto al 2013, un ruolo fondamentale è andato alle fonti alternative, quasi tutte in aumento rispetto al calo del settore termoelettrico: il fotovoltaico è cresciuto del 9,8% raggiungendo una produzione di 23,3 TWh, l’idroelettrico del 7,4% (58 TWh), la geotermia del 4,2% (5,5 TWh) e l’eolico dell1% (14,9 TWh). Queste ottime performance insieme ovviamente al contributo delle biomasse (14 TWh incluse nella voce Termoelettrico) hanno fatto sì che il contributo totale delle energie rinnovabili superasse il 43% della produzione elettrica nazionale (115 TWh) rispondendo a oltre il 37% della domanda di energia elettrica.

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Scende il prezzo dell’energia elettrica e del metano

Dal 1 gennaio 2015 diminuiscono le tariffe di energia elettrica e del gas metano. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha infatti deciso -per il primo trimestre 2015- una riduzione del 3% sulla componente energetica della bolletta dell’elettricità e dello 0,3% sulla componente metano per quella del gas. In soldoni, grazie a questi tagli ogni anno una famiglia risparmierà circa 72 euro.

Buone notizie dunque per i clienti Agsm, in particolare per le oltre 70 mila famiglie che hanno aderito all’offerta Chiara. Infatti il risparmio per loro aumenta. Oltre allo sconto del 3% previsto dall’Autorità sulla quota energetica, i clienti Chiara avranno un ulteriore 5%, come prevede la sottoscrizione all’offerta.
La riduzione per l’energia elettrica, precisa l’Autorità, è derivata dal calo dei costi per l’acquisto della materia energetica, ossia dal crollo del prezzo del petrolio. Per il gas la lieve riduzione, «comunque particolarmente significativa nel pieno dei consumi invernali», riflette le aspettative sui prezzi all’ingrosso in Italia e in Europa per il prossimo trimestre attesi in linea con quelli dell’ultimo trimestre 2014, nonostante quotazioni tendenzialmente più elevate perché relative a consegne invernali.

Per leggere il comunicato stampa dell’Autorità:
http://www.autorita.energia.it/allegati/com_stampa/14/141229agg.pdf

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Accertamenti della sicurezza post contatore

La Delibera 40/14 e s.m.i. dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed il Sistema Idrico entra in vigore il 1 luglio 2014 e prevede azioni e obblighi finalizzati a garantire la sicurezza degli impianti gas utilizzati dai clienti finali.

Il regolamento adottato dall’Autorità attraverso le disposizioni contenute nella delibera n. 40/14, pubblicato sul sito internet dell’Autorità nella versione integrata e modificata dalle successive Delibere, pone l’obbligo, alle aziende di distribuzione, di subordinare l’inizio dell’erogazione del gas all’esito positivo dell’accertamento della documentazione che attesti, nel rispetto della normativa vigente, la corretta esecuzione dell’impianto di adduzione del gas a valle del misuratore.

Tale documentazione viene rilasciata dall’installatore al cliente finale. Il cliente finale riceve invece dalle Società di Vendita i moduli da allegare alla documentazione e che illustrano il processo di accertamento e attivazione. Per il buon fine della pratica il cliente finale deve far pervenire alla società di Distribuzione la documentazione da accertare rilasciata dall’installatore ed i moduli consegnati dalle Società di Vendita.

Documenti:

 Allegato H/40 – Conferma della richiesta di attivazione della fornitura di gas
 Allegato I/40 – Attestazione di corretta esecuzione dell’impianto

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